Voglio
Sono desiderio
Sono voluttà
Voglio
Nel mio giardino
sono un bambino
E cresco poco
Voglio
Voglio qualcosa
quello che non ho
Voglio
e voglio ancora
Voglio te
Voglio altro
Voglio e voglio
non mi fermo
Voglio
Voglio tutto
Voglio quello che ancora non ho
perché voglio
Voglio
quello che c’è
lo voglio per me
Te lo presterò
però voglio
Voglio ancora
Sono voglioso
perché non so cosa sia non volere
Voglio a prescindere
Voglio
Voglio ancora
Voglio e dammi
Voglio e in fretta
Voglio.
tenente Antonio Fortunato, originario di Lagonegro (Potenza); del primo caporal maggiore Matteo Mureddu, di Oristano; del primo caporal maggiore Davide Ricchiuto, nativo di Glarus (Svizzera); del primo caporal maggiore Massimiliano Randino, di Pagani (Salerno); del sergente maggiore Roberto Valente, di Napoli, e del primo caporal maggiore Gian Domenico Pistonami, di Orvieto.
Se devo pensare a una donna che dice parolacce, penso a una donna che non ha stile, che perde in femminilità e che non mi piacerebbe stare con lei. Se devo pensare a una donna che si epura di ogni impedimento convenzionale per esprimere il suo attaccamento a un progetto e a un’idea a delle persone. Si spinge nel suo accanimento sino a non trattenere le lacrime, io ammiro quella donna. Io ieri sera ho ammirato Mara Maionchi.
Spesso mi trovo a deprecare i comportamenti scorretti che oramai sono la spina dorsale della quasi totalità delle trasmissioni televisive nel nostro paese. Ma ieri Mara Maionchi mi è piaciuta.